Analisi del 2014

I folletti delle statistiche di WordPress.com mi hanno preparato un rapporto annuale 2014… Grazie ^^

Ecco un estratto:

Una metropolitana a New York trasporta 1 200 persone. Questo blog è stato visto circa 6.100 volte nel 2014. Se fosse una metropolitana di New York, ci vorrebbero circa 5 viaggi per trasportare altrettante persone.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

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“Choosy per scelta” alla conquista del mondo

mappa wordpress

Ci sono delle resistenze in Canada e Africa, ma arriveremo anche lì.

#YouStringher: racconto di una fantastica giornata

Ecco una descrizione più dettagliata di #youstringher

Ricette pensieri e idiozie

Come vi avevo già raccontato qui e qui sono stata invitata a partecipare al progetto #YouStringher, che si è tenuto il 9 maggio a Udine con lo scopo di informare albergatori e professionisti del settore turistico su come promuore se stessi e la propria regione utilizzando il web e i nuovi canali di comunicazione. Per prima cosa mi sento di ringraziare Sara Cojutti per l’ospitalità al  “Sa di Te” il suo carinissimo Bed and Breakfast in cui vi consiglio vivamente di alloggiare se doveste passare qualche notte a Udine.

Ma vedimao come si è svolta la giornata di formazione. Il primo intervento è stato tenuto dal preparatissimo Alessandro Gaetano, Responsabile Marketing Agenzia Turismo FVG, che ci ha incantato raccontandoci il progetto che coinvolge ogni settore turistico della regione grazie all’utilizzo dei social media e della collaborazione con vice.com.

Dopo di lui sono saliti sul palco Massimo del Mestre…

View original post 310 altre parole

9 Maggio #YouStringher – Fatto!

Eccomi qui, accoccolata sul letto del B&B “Sa di Te” (super carino) a Udine, pronta a scrivere l’ultimo post per il progetto #YouStringher…

(Avendo pietà del mondo fisico e virtuale – che è lo stesso, quindi doppia pietà per tutti – ho evitato di piazzare un selfie)

Un po’ perchè devo vuotare le parole che ho in testa, un po’ perchè Carolina Venturi e Sara Tortelli se lo meritano, mi sono ripromessa di scrivere “a caldo” una bella recensione dell’evento #youstringer che si è tenuto oggi all’ ISIS Stringher di Udine.
L’evento, come vi ho già detto Qui, e in fondo anche Qui, era indirizzato ad albergatori e ristoratori del Friuli Venezia Giulia, e mirava a formare – e informare – i professionisti del turismo riguardo le potenzialità della rete. O detto in meno parole:

IL WEB PER LA RISTORAZIONE E LA RICETTIVITÀ: STRUMENTI ED OPPORTUNITÀ

 

Così, su due piedi, devo dire che la giornata è stata davvero intensa, e molto interessante.
Il Workshop ha rispettato perfettamente la dicitura “Strumenti ed opportunità”, raccontando dapprima come la Regione Friuli Venezia Giulia si sta muovendo nel campo del nuovo, quasi vecchio, marketing digitale, di Alessandro Gaetano e Massimo Del Mestre; e poi offrendo una breve infarinatura di Visual Storytelling (Walter Saidero), Brand Reputation (Filippo Giustini) e Hotel & Restaurant Reputation (Simone Bianchini). Immancabile l’intervento sugli strumenti di BigG, per gli amici Google (Enrico Rivasi).

Nono, non temete, non intendo mettermi a fare un riassunto di quanto è stato detto. Quello potete trovarlo su Twitter, seguendo l’hashtag #youstringher.
Ciò che mi sento quasi in dovere di raccontarvi è il progetto presentato da Alessandro Gaetano, Responsabile Marketing Agenzia Turismo FVG (per i follower @ale_sciolto); un progetto a tutto tondo, che oltre a coinvolgere tutti i settori turistici della Regione – 11 + 1 trasversale, se non sbaglio – prevede anche tecnologie nuove e coinvolgenti, come la realtà aumentata, la mappatura 3D di siti di grande rilevanza storica, o il profilo Twitter del Milite Ignoto (che vi linkerei se l’avessi trovato). Quindi sono previsti 11 siti verticali, la possibilità di prenotare strutture, blog e, come se non bastasse, una collaborazione con vice.com per la creazione della piattaforma “One For The Road – Friuli Venezia Giulia”…

Insomma, un giga-progetto che potete seguire su twitter e facebook tramite i canali ufficiali del TurismoFVG.

Detto ciò, sarà interessante vedere come verrà curato e gestito il tutto “dopo”; ad esempio: se il profilo del Milite Ignoto reggesse fino alla fine sarebbe davvero un caso fantastico e unico nella storia digitale. Oppure il funzionamento della App di AR con i device che usciranno (si parla già di un Lollipop per Android, WindowsPhone spero passi alla versione C e senz’altro a breve sbucherà un nuovo iOS), e via discorrendo.

Ad ogni modo ciascun relatore è riuscito in qualche modo ad attirare l’attenzione degli spettatori, proponendo punti di vista senz’altro interessanti per le strutture presenti.

Andando a concludere, perchè è tardi (ma senz’altro il discorso riprenderà), vorrei ringraziare un po’ tutti. Quindi vi metto nei titoli di coda, come nei migliori film (la canzone è a discrezione del lettore).

Alla prossima. Mart


Regia:
Carolina Venturini, Content & Community Manager, Scritture Social
Sara Tortelli, Communication Manager, Fuoridaglischemi Strategie

Location:
Anna Maria Zilli, Dirigente Scolastico ISIS Stringher
E l’istituto in generale
Tranne il Prof seduto dietro di me. Chi c’era sa.

Food:
I cuochi e i ragazzi del buffet
Sono stati bravissimi, un 10 politico a tutti

Attori:
Alessandro Gaetano, Responsabile Marketing Agenzia Turismo FVG
La promozione turistica della regione FVG attraverso i social network

Massimo Del Mestre, Direttore del Movimento Turismo del Vino FVG
Case study: http://www.vinoesapori.it come strumento di promozione integrata del territorio

Enrico Rivasi, consulente web
GoogleLocal e GoogleSearch per la ristorazione e la ricettività

Walter Saidero, Art Director Alterego // Graphic Design + Communication
Visual Storytelling. Nelle immagini il fascino di un istante

Filippo Giustini, consulente di marketing
Brand Reputation. Marchi che raccontano emozioni

Simone Bianchini, Direttore Generale Hotel Patriarca, consigliere Consorzio Pordenone Turismo, Delegato FVG e Puglia dell’Unione Italiana Ristoratori
Hotel & Restaurant Reputation


Blogger …Massì, ringraziamoci tra noi! Però, dato che siamo meno centrali, ci spostiamo a lato

Alessandra
unacasaincampagna.com

Federica
donnedelvino-fvg.blogspot.com

Francesca
ricettepensierieidiozie.wordpress.com

Luca
viaggiarevero.com

e Martina, che sono io e mi ringrazio da sola (come recita il meme: 4 ever alone)

Intervista progetto #YouStringher a Sara Tortelli

Un sacco di progetti. In testa ho tantissimi progetti, idee, curiosità… Pensavo di aprire un blog parallelo: forse ho trovato la mia blogaspirazione. Curiosi? Per il momento non posso dire nulla… ok, un piccolissimo indizio: avrà senz’altro a che fare con il cibo.

Ad ogni modo, tra Master, la mostra, i testi per il sito CBS e il lavoro di editing per il blogCBS, non mi sono certo scordata del progetto You Stringher.
Ne avevo già parlato in un post precedente (Progetto You Stringher Blogger ufficiale), ma per chi si fosse distratto lo ripeto:

il 9 Maggio sarò blogger ufficiale di #YouStringher a Udine, insieme a Federica Felice, Francesca Morroni, e Roberta D’Ancona.

L’evento consiste in un Workshop – IL WEB PER LA RISTORAZIONE E LA RICETTIVITÀ: STRUMENTI ED OPPORTUNITÀ – rivolto a professionisti del settore turistico, studenti in tourism management e operatori nel settore della ristorazione ed enogastronomia.

Sara Tortelli di fuoridaglischemi.com

Sara Tortelli di fuoridaglischemi.com

Come alcuni sapranno #Youstringher è stato organizzato da Carolina Venturini di scritturesocial.com e  Sara Tortelli di fuoridaglischemi.com.
Ecco le mie domande per Sara (NB: il grassetto delle risposte l’ho inserito io per agevolare la lettura).

Per iniziare ti va se riassiumiamo in due parole il progetto YouStringher?
#YouStringher nasce per avvicinare il mondo del turismo in Friuli Venezia Giulia ai social network, con l’obiettivo di acquisire maggiore competitività sul mercato. Ogni estate file interminabili di turisti italiani si accalcano ai confini regionali per passare le vacanze in Slovenia e Croazia, sarebbe importante secondo me poter intercettare almeno una parte di questi pubblico, presentando la nostra splendida regione che nel raggio di pochi chilometri offre mare, montagna, benessere, enogastronomia e sport. Sulla scorta di questi ragionamenti abbiamo pensato di coinvolgere non solo gli operatori del settore, ma anche il mondo della scuola, convinte che già da questi primi stadi si possa creare il successo di domani.

 

Trovo molto interessante il punto di vista didattico: i ragazzi e i docenti come hanno risposto al progetto?
L’entusiasmo è stato travolgente, soprattutto da parte di una scuola come l’Isis Stringher che da anni dimostra grande vivacità e attenzione a questi temi. Sia la Prof. Zilli che tutti i docenti sono stati subito disponibili ad organizzare attività in grado di arricchire gli studenti. Abbiamo potuto fare un percorso di lezioni in laboratorio informatico con gli studenti delle classi 5^ ed è stata un’esperienza splendida: i ragazzi si sono dimostrati partecipativi e interessati, segno che sono già consci dell’importanza degli strumenti social per il business di oggi.

E per voi com’è stato rapportarsi con i ragazzi?
È stata una commistione di gioia e desiderio di soddisfare le aspettative, ma alla fine il risultato è stato ottimale. Unire la parte teorica alle esercitazioni ha permesso costantemente ai ragazzi di testare quanto noi dicevamo loro e, viceversa, ci ha permesso di entrare velocemente in sintonia con i ragazzi, lavorando insieme ai progetti didattici.

Ma è stata la prima esperienza nel settore didattico?
È stata la prima esperienza con ragazzi così giovani, ma da diverso tempo ci occupiamo di formazione sui social media a manager ed imprenditori.

 

Logo del Progetto You Stringher

Progetto You Stringher

…ora parliamo un po’delle aziende. A che punto è la digitalizzazione d’impresa nel Friuli Venezia Giulia? E, più in particolare, nel settore turismo?
La situazione è piuttosto complessa: circa il 60% delle aziende non è per nulla digitalizzata, mentre stiamo ampiamente sotto il 10% per quanto riguarda il numero delle aziende online e attive, quindi con sito internet aggiornato, uso consapevole dei social network e azioni di web marketing come invio di newsletter o annunci a pagamento. Questo rappresenta un forte ostacolo per la competitività delle nostre aziende, basti solo ad esempio guardare alle difficoltà che stanno affrontando alcuni dei distretti industriali più importanti a livello regionale. In merito al turismo la competitività è estremamente elevata, basti considerare l’attrattività che da anni stanno esercitando le offerte turistiche di Croazia, Slovenia e Austria. È assolutamente necessario, pena la sopravvivenza del comparto, che le aziende si impegnino a portare avanti progetti di rete, per ottimizzare i costi e acquisire competitività. Inoltre, devono quanto prima affrontare con consapevolezza la leva della promozione, acquisendo competenze per gestire autonomamente o affidare a fornitori esterni capaci le attività di comunicazione.

Si dice che i meno entusiasti dei SocialNetwork abbiano una cattiva opinione di Facebook, considerandolo una cosa frivola o da ragazzini, avete riscontrato questa linea di pensiero durante i corsi?
Lo scetticismo è a volte la base di partenza, anche se molti sono curiosi e vogliono capire le potenzialità di Facebook per il business perché osservano le realtà che li circonda e notano azioni di successo di concorrenti sul web, ad esempio. Molto spesso c’è consapevolezza che i social media possono dare effettivamente una mano, ma non conoscendone bene il funzionamento e temendo di perdere denaro inutilmente molti restano immobili, perdendo grandi occasioni e facendosi sorpassare dai concorrenti, magari meno capaci, ma più prepararti sulla leva della promozione.

Qual è stato il livello di adesione, e ovviamente di interesse, da parte delle aziende? 
L’interesse al corso del 9 maggio è elevato, riceviamo quotidianamente da tutto il nord est messaggi con richiesta informazioni e stanno riscuotendo interesse anche gli sconti che abbiamo proposto per i gruppi aziendali. Anche questo è importante perché in un mondo orientato sempre più alla condivisione è fondamentale che l’intera azienda sia coinvolta, ognuno per la propria mansione ovviamente, nel progetto social.

Sono sempre stata dell’idea che le crisi economiche siano un’opportunità per mettere in discussione i vecchi sistemi, e spingere ad un rinnovamento inevitabile. Quindi il Social, e il web più in generale, è definibile come una concreta possibilità di rinnovo – e dunque di rinascita –  per il settore del turismo?
Condivido anche io la convinzione che il momento di crisi economica sia in realtà, molto spesso, un’occasione di rinnovamento. Il turismo della nostra regione deve assolutamente sfruttare il momento per spingersi verso il cambiamento. Il sito web e i social network sono strumenti che permettono attività di posizionamento e comunicazione mirate al proprio target, è quindi anche necessario per queste aziende un ripensamento dell’organizzazione del proprio lavoro e dell’approccio al mercato, sempre più globale.

E dunque potrebbe essere un’opportunità lavorativa anche per i ragazzi che hanno seguito il corso?
Assolutamente sì, possono essere ritenuti una risorsa a 360 gradi, in grado di rapportarsi con il cliente sia online, sia personalmente, con competenza e preparazione.

 

Andando a concludere (dato che questo post è già troppo lungo), vorrei ringraziare Sara e Carolina per la loro disponibilità, ma soprattutto per aver portato avanti il progetto Youstringher; e colgo l’occasione per dire agli imprenditori italiani:

La storia della vostra azienda è stupenda, digitalizzatevi per raccontarla al mondo

Alla prossima
Mart

 

Lievito naturale, pasta madre… per gli amici #grammy

Martina Useli

eccomi con i capelli lunghi, 6kg in meno e le occhiaie

Ecco che rincomincio la mia consueta litania di inizio anno (che poi è la stessa di fine estate e di metà primavera):

  1. devo dimagrire
  2. devo mangiare sano
  3. devo scrivere qualche post sul blog
  4. prima o poi mi apro un food blog
  5. dovrei fare un po’ di sport (e già qui si passa al condizionale)
  6. vorrei i capelli lunghissimi

A parte gli ultimi due punti, che sono entrambi irrealizzabili, gli altri sono abbastanza legati tra loro. Sì, insomma, nella mia testa funziona tutto perfettamente:

mangio sano -> scrivo più post sul blog e dimagrisco -> mi apro un f.blog per condividere con il mondo la mia passione -> DIVENTO FAMOSA E MI CHIAMANO NEI RISTORANTI PER SCRIVERE CRITICHE e mangio aggratis
(cosa che di certo rovinerebbe la mia dieta, ma mangiare gratis è lo scopo principale della meravigliosa macchina che si chiama vita)

Alla fine ho concluso che posso anche mangiare più sano senza dimagrire, soprattutto a causa della la mia profonda passione per i prodotti di panificazione. Ed eccoci al punto: anche quest’anno ho pensato di provare a farmi la pasta madre, o lievito naturale, che dir si voglia.

brioches_pastamadre_martcucina

non sono bellissime le mie brioches di pastamadre?

I più afecionados si ricorderanno certamente di quanto l’anno scorso vi abbia tediato su Instagram e facebook; molti non credevano che io fossi riuscita a fare la pasta madre al primo colpo. Altri si ricorderanno anche della mia tonsillectomia, e chissà forse sapranno anche che per colpa dell’operazione e della tesi di laurea la mia cara pastamadre è morta, proprio quando avevo scoperto la ricetta delle broches.
…Quanto erano buone quelle brioches.
E come profumavano…

Presto vi metterò la ricetta, magari per San Valentino; non so il vostro ragazzo, ma questo sarebbe l’unico regalo che il mio compagno apprezzerebbe (a parte un aereo).

E quindi eccomi qui, a sproloquiare per creare un po’ di suspance sulla mia nuova pasta madre: #Grammy.

Perchè #Grammy?

L’idea del nome è nata dal fatto che la pasta madre è un po’ come un altro animale domestico: se cresce, se le dai da mangiare, e se ti regala soddisfazioni, ha bisogno di un nome. Quindi ho pensato a questo fantastico gioco di parole tra i “grammi” della farina e la nonnina inglese, “grammy” per l’appunto.
E l’hashtag (#)? Non è per essere nerd, ha uno scopo preciso: cercate #grammy su instagram, potrete seguire le avventure della mia pasta madre. (Sarà per i grammy awards, sarà per i grammy day, fatto sta che #grammy è piuttosto inflazionato, quindi se seguite #martcucina, troverete solo me, le mie ricette e i miei fallimenti).

Come ho fatto?

Ovviamente mi sono documentata sul web: mi sono iscritta al canale youtube di vivalafocaccia, e sotto consiglio di Vittorio ho letto la ricetta di Pan di pane. Dopo di che ho letteralmente fatto di testa mia, come al solito, buttando gli ingredienti a casaccio e aspettando che accadesse qualcosa.

Ecco qui il mio procedimento fatalista

peccato tu non possa vedere #grammy, cercala su instagram!

Ecco #grammy quando era ancora un ammasso di ingredienti buttati a caso

Sabato mattina:
200g di acqua (ero partita bene misurando l’acqua, poi la pigrizia…)
~100g di farina bio giuntami direttamente da Lodè
Un cucchiaino di miele bio di Lodè (non potete capire quanto sia gustoso)

Il composto è risultato liquidino, ma non ci ho badato più di tanto.
Conservazione: dato che avevo il forno tiepido (circa 30°) l’ho cacciata in forno.

Luendì 1^ pseudo-rinfresco (ovvero: sfamiamo Grammy)

Ho aggiunto solo ~80g di farina normale, perchè quella lodeina sembra molto debole.
Conservazione: avvolta in una sciarpa 100% Kashmir, l’ho messa sopra la cappa della cucina, dove spero sia più caldo.


NB: solitamente si consiglia di metterla vicina ad una fonte di calore, ma come spiegavo in DIYogurt, in casa ho il riscaldamento a pavimento, e un meraviglioso cane -perennemente affamato- che mi impedisce di posare qualsiasi oggetto a meno di un metro di altezza. Quindi mi arrangio come posso, e vedo che, anche se più lenti, i processi chimici funzionano lo stesso.

Martedì 2^ pseudo rinfresco:

Dato che la mia pasta madre aveva delle belle bollicine sulla superficie, ho pensato che avesse fame, così ho gettato una parte di Grammy e ho aggiunto acqua, farina e miele, ovviamente a casaccio e pentendomi subito dopo di non aver avuto voglia di misurare le varie quantità.

Giovedì, oggi: il primo vero rinfresco fatto con un po’ di criterio.

Non potete capire cosa vi state perdendo

la famosa colonizzazione della pasta madre

Dovete sapere che mia sorella è un chimico un po’ hippie che tiene un blog, lacasapelosa.wordpress.com, del quale sono diventata ufficialmente la correttrice di bozze (come tutti i chimici, se ne intende di cose tipo funghi e lieviti, e anche di altre cose che in casa servono tantissimo), e mentre le raccontavo del mio lievito naturale ha detto che mancava una colonia di batteri.

Ora, io ho fatto lettere, e la foto qui accanto vi avvicinerà a quanto la mia mente ha prodotto dopo quella frase.

Quindi <<eeeeh??>> mi è sembrata la risposta più giusta in quel frangente. La conversazione poi si è sviluppata così:

Chimico_hippie: Per fare la pasta madre serve una miscela di microorganismi: lattobacilli e saccaromices, i primi vengono dallo yogurt, gli altri si trovano nella mela. Anche in parte nello yogurt, ma di più nella mela. Almeno questo è quello che ho capito io… Il saccaromices è nel lievito di birra.. Potresti metterci un po’ di birra al prossimo rinfresco. Poi dimmi che succede.

Letterata_sfigata: ma la mela come la metto? perchè il miele si amalgama, ma la mela no. non è che poi mi fa la muffa?
…S
e facessi una centrifuga?
Per quanto riguarda lo Yogurt, mi Sconsigliavano di metterlo, perchè è quello che la rende collosa.
(Ma io ho la netta sensazione che sia ugualmente collosa)

Chimico_hippie: Dovresti grattuggiarla, oppure puoi veramente metterci un po’ di birra al prossimo rinfresco.
Poi una volta partita miele e yogurt nn vanno aggiunti sempre, bastano farina e acqua.

grammy_lievito_nautrale

Sono testarda e disubbiediente! … e un po’ fissata con le centrifughe. ecco Grammy in tutto il suo splendore…

Ecco gli ingredienti del rinfresco giunti dopo questa conversazione:

-100g di grammy buttati nella spazzatura
+ 100g di centrifuga di mela
+ farina a casaccio (fino a renderla un composto pastoso.)

Come avrete capito in questo rinfresco ho aggiunto il centrifugato di mela, esattamente come non mi aveva consigliato mia sorella.
Ma se seguissi le ricette che cucinaDIY sarebbe?

Curiosi di sapere se funzionerà? Iscrivetevi al blog, per ricevere gli aggiornamenti.
SeeU

Al Lido di Venezia c’è tutto

In collaborazione con aboutveneziahotel un mio nuovo articolo… andate a vederlo Al Lido di Venezia c'è tutto.

E giunse il giorno del giudizio

 

 

 

 

 

Mart a 4 anni

Mart a 4 anni

Quella che vedete qua sopra sono io. Ero al primo anno di asilo a giudicare dalla frangetta. Da allora sono passati 22 anni, quasi 23, e il mese scorso il mio nuovo parrucchiere ha detto che con la frangetta sto male, stupendosi che non me ne fossi mai accorta. 
Ma tutto ciò non c’entra niente.

Pare che, nonostante la frangetta, le tonsilliti, la chiusura di informatica umanistica a Venezia, la chiusura di informatica umanistica a Firenze, il modulo di trasferimento perso dalla segreteria di Firenze, il libretto perso dalla segreteria di Firenze, i crediti fuori piano, i debiti nel piano, il piano cancellato, l’occhio ferito in piena sessione, l’incidente, il disastroso post-incidente, le gastroenteriti forse dovute all’intolleranza ai latticini ma meglio non approfondire perchè al momento mangio solo gelati, l’occhio nuovamente ferito, la congiuntivite virale all’occhio, l’integrazione dimenicata, il cambio di tesi a gennaio, la tonsillite cronica, la tonsillectomia spostata a ridosso della sessione, la tonsillectomia, il e il problema con il proiettore, io ce l’abbia fatta. 

Poichè non amo l’autocelebrazione rimando il racconto alla blogger senior, ovvero la mia mamma un po’ “fra le nuvole” (ma meno della figlia).

Immagine

 

27 Gennaio, domenica. Sciopero della memoria

L’articolo giunge con 2 giorni di ritardo, me ne rendo conto.
Il fatto è che io ho la necessità di elaborare i dati: sì, io penso.

Penso ad esempio a cos’è il giorno della memoria. Ovvero, a che funzione dovrebbe avere.

Esiste ancora qualcuno che ritiene che l’olocausto non sia esistito, o che non ci sia stato nelle forme e nei modi trasmessi da foto, video e testi; ma questo prescinde dal 27 gennaio, altrimenti lo chiamerebbero il giorno della conoscenza.

Memoria perchè? Perchè si ricordi.

Ricordare perchè? Perchè non si ripeta.

Ripetere cosa? L’Olocausto

L’olocausto è una cerimonia religiosa di sacrificio animale, durante la quale la bestia viene bruciata completamente. Il termine deriva dal greco anticoholocaustos […] Per antonomasia, il termine “olocausto” può riferirsi al genocidio perpetrato dalla Germania nazista e dai suoi alleati nei confronti degli ebrei d’Europa. _fonte: Wikipedia

Dunque è ignobile che migliaia di innocenti vengano così sacrificati, a prescindere dal motivo.
Quindi è terrificante vedere i propri figli morire all’uscita di scuola, bruciati vivi da una bomba al fosforo bianco.

O forse va bene, se i loro genitori abitano a Gaza. Sono confusa.

27 Gennaio 2013, Sciopero della memoria.

No, non sto parlando della mia, la mia funziona benissimo. Parlo della memoria israeliana.
Lo sciopero della memoria di un popolo intero che da vittima diventa carnefice.
Non esiste motivazione plausibile perchè si perpetri anche questo olocausto, se non lo sciopero della memoria di quanto si è patito.

Questo è quanto ho pensato.

[Una lettura? o uno spettacolo?  Destinatario Sconosciuto. ]

Lettera ai fratelli

Cari fratelli,
Vi ho scritto ormai migliaia di lettere, senza risposta alcuna. A questo punto credo che anche voi siate partiti per la vostra missione, mi rattrista l’idea di non sentirvi mai più.
Qui non me la passo tanto male. Ci sono molti animali da addomesticare, il che rende le giornate dure di fatica, ma noto ogni giorno dei miglioramenti, e ciò mi sprona a restare. Certo non pensavo che partire per terre lontane sarebbe stato così. Così faticoso, così impegnativo e così difficile. Tutti sappiamo che se sono stato scelto un motivo c’é, un volere superiore che non ci é dato sapere, e dunque mi impegno ogni giorno al massimo per riportare la civiltà tra gli uomini e i loro simili.
La famiglia che mi é stata donata é composta da due o tre elementi femminili, non ho ancora capito quali rapporti di parentela intercorrano, ma suppongo siano una madre, la più matura, e due figlie. (Credo raggiungano la maturità in tempi diversi dai nostri, più lenti ovviamente).
Come vi ho già accennato, la lingua qui non mi é d’aiuto, e non riesco a imparare quella locale, da mesi ormai comunichiamo a gesti.
La madre comunque é la più diligente e affidabile, tant’é che sono riuscito ad addomesticarla fin da subito -non so neanche io come-. Ogni qualvolta mi avvicino ad una porta chiusa, ad esempio, ha imparato ad aprimermela, e questo mi sembra un ottimo inizio. Solo raramente sono stato costretto ad alzare la voce o a sfiorare l’uscio. Purtroppo invece non ha ancora capito che il piatto sacro delle offerte deve rimanere sempre pieno: essendo abituato a meditare molto, con questa missione consumo molte calorie in più, ho dunque bisogno di sostentamento immediato.
-Sono quasi certo che non conoscano la nostra origine sacerdotale-
Le figlie sono meno mansuete: a causa delle loro prolungate assenze sono rimasto indietro con il programma rieducativo, dunque invece di provvedere ai piccoli compiti quotidiani che do loro, come ad esempio pulire il rigurgito, sono solite infastidirmi mentre medito.
Così almeno una volta al giorno sono costretto a farle giocare con nastri e tappi, mostro loro come cacciare sperando che così imparino presto a difendersi dalle bestie feroci.
Ho la sensazione che non mi prendano sul serio. Emettono suoni acuti, parrebbero di divertimento più che di apprendimento.
Le persone non sono animali seri. Questo posso dirlo a gran voce!
Come vi dicevo non ho un attimo di quiete, soprattutto a causa del quarto membro della famiglia. É un quadrupede, inferiore nonostante porti la coda. La sua specie é fortemente chiassosa e maleducata, nonché ignorante. Mi sono trovato a passare alla violenza a causa della impetuosità del suo carattere.
Non vi nascondo che spesso ho battuto in ritirata, rifugiandomi nel punto più alto disponibile, questo animale infatti é inferiore sia di intelletto che di capacità motoria.
-E mi lecca, perdio! Mi lecca mentre medito!-
Credo che la sua demenza lo porti ad essere in amicizia con l’uomo. I cani, così li chiamano, giurano loro fedeltà e fanno perfino la guardia. Questo non mi dispiace, così facendo, nonostante l’astio, protegge la sacralità del mio corpo da eventuali intrusi.
Quando mi ritrovo solo durante i giri di ricognizione sono tentato di mollare tutto fuggire lontano. Ma poi ricordo le parole della grande maestra, nonché genitrice, e mi convinco a restare.
Vi chiedo scusa, oh fratelli, se ritorno in argomento, ma il cane mi esaspera. Cerco in voi uno sfogo e un consiglio, nel caso riceviate questa lettera.
Temo infatti che abbia compreso il mio linguaggio al contrario. Vi sottopongo un caso esemplare: per manifestare disappunto sono solito dondolare la coda in modo frenetico, e pare che gli uomini reagiscano bene a tale manifestazione. Il cane al contrario la dondola a sua volta. In luogo di rabbia intende gioco. (Stupido essere inferiore!). Questi sono i momenti in cui mi vedo costretto a passare alla violenza, e non vorrei. La Natura sola sa quanto non vorrei!
Cerco di apprendere nuovi metodi educativi per riportarli allo stato naturale, per reintrodurre la civiltà perduta. Perché é questa la nostra missione, e ci riusciremo. Non é vero?
Di recente ho provato con il sit-in, soprattutto quando si incantano davanti alla carta o agli schermi. Mi intrometto, attiro la loro attenzione, cerco di interrompere la loro azione. Mi antepongo per incanalare le loro menti verso di me, sommo sacerdote della natura.
Non domandatemi ancora dei risultati, fratelli, gli uomini si infastidiscono per questo atteggiamento e mi allontanano. Così per ristabilire il contatto, mi avvicino fino a sedermi sulle loro gambe. Ho notato che quando emetto un determinato suono si rilassano.
Credo proverò ad usarlo per l’ipnosi.
Ora devo lasciarvi, pare vi siano ospiti, e non é il caso che mi scoprano.
Sempre vostro
Felix