Tonsillectomia: che figata!

Riprendendo il primo articolo del Blog, Choosy vitae, è interessante andare nello specifico della tesi.

Fino alla mattina del 17 dicembre ero convinta di aver finito gli esami e di poter procedere con la tesi. Il 17 sera mi accorgo che mi manca un’integrazione di Storia della Lingua:
-“lei a Firenze ha sostenuto un esame da 6cfu, e nel piano esiste solo l’esame da 9, quindi lei dovrebbe sostenere un’integrazione da 3. Però non esistono esami da 3, quindi sosterrà un altro esame da 6, e perderà 3 di questi crediti. compri tale e tal’altro libro”
-“ma sono 600 pagine per un’integrazione da 3 cfu!”
-“Però non esistono esami da 3, quindi sosterrà un altro esame da 6, e perderà 3 di questi crediti.”

Ebbene, dal 18 dicembre al 9 gennaio i giorni sono 16, e considerando 1 giorno per recuperare i libri, natale, santo stefano, capodanno, si precipita a 14.
“E ricorda che il 31 dicembre scade il termine per presentare la domanda di laurea online!”

Ecco farsi avanti la TONSILLITE I, è il 18 dicembre 2012. febbre a 38° e tonsilloni.
Allora compro i libri online, litigo per telefono con ibs perchè pare che il libretto da 200pp sia finito chissaddove, e passato santo stefano e la tonsillite, arriva il tomo da 400.
“Intanto inizio, l’altro arriverà”
Procedo con un ritmo di 60 pagine al giorno.
Pago la tassa.
Dopo capodanno il ritmo sale a 100 al giorno, non c’è tempo!
Il 5 gennaio, dopo svariate liti con ibs, giunge il secondo libro: studiato in un giorno, che il resto mi serviva per ripetere.

Per la misteriosa legge dello studente: (pagine/giorni)/caz=voto , dove “caz” è la variabile inversamente proporzionale alla capacità di sparare cazzate (da 0 a 10… con 20 fai scena muta anche se hai studiato); ne sono uscita con un delizioso 28, e un assistente che si appuntava il titolo del mio ultimo romanzo letto.

Per una misteriosa magia burocratica, in sede d’esame la docente deve aver sbagliato a registrare il voto, e così il 24 di Firenze viene sostituito dal 28 di Milano, il tutto mentre ricomparivano periodicamente le placche,
“vabbeh, ma senza febbre non danno noia”.

10 gennaio: Si inizia con la tesi!
Il centro archivi decide di non rispondere alle mie mail. Senza prenotare un appuntamento non posso vedere le loro carte. E senza vedere le loro carte non posso iniziare il lavoro.

Gira e rigira, minaccia, impreca e implora, il 24 gennaio riesco ad ottenere un altro argomento. Il lavoro non sembra immenso perchè tanto i contenuti ci sono
“… io devo solo fare il sito. Riuscirò a laurearmi per aprile!”
Il giorno 29 gennaio ecco comparire TONSILLITE II: Febbre a 39°, e tonsille clinicamente da “schifo”.
Il sito procede, ma parte dei contenuti si sono rivelati cartacei… da copiare insomma!
E il tempo passa, e il 20 febbraio arriva con furore la Tonssilite III. Febbre a 39.2° e tonsille nuovamente da schifo.
I tempi si fanno brevi, la febbre passa ma la placca resta.
Così decido di andare dall’otorino
“le consiglio di operarsi il prima possibile, è cronica”
“ma mi devo laureare e il 28 maggio ho lo spettacolo…”
“io le consiglio di operarsi, potrebbe anche avere la tonsillite in sede di discussione”

Mi consulto con mia madre che mi raccomanda di lasciar perdere l’operazione e di pensare alla laurea. Quindi chiamo l’ospedale e fisso l’operazione per il 20 marzo.
Che culo! Hanno posto subito!
Il 15 il prericovero, il 18 l’appuntamento con l’anestesista.
Il 17 mi chiamano per comunicarmi che l’operazione verrà spostata al 3 aprile.
“Ma la sessione inizia il 15!”
“abbiamo un tumore urgente”
“Allora non controbatto. Va bene, domani chiamo in segreteria e cerco una soluzione.”

Correva il 18 marzo e TONSILLITE IV si faceva avanti– febbre a 37.5 e rossore diffuso. Le placche non se n’erano mai andate.

“lei è…?”
“martina useli”
“nata a…”
“venezia”
“anni?”
“…”
“anni?”
“oddio aspetti, quanti anni ho? 26? sìsì 26. VENTISEI!… porti pazienza, ho la febbre”
“con la febbre non la operiamo mica sa!”
“ma io ho la tonsillite cronica. Cioè ho episodi di febbre ogni due settimane, se non mi operate non mi passa!”
“con la febbre non la operiamo”
“e io mi prendo una tachipirina di nascosto!”
“fuma?”
“no”
“beve?”
“…sa, ho smesso da 3 anni ormai”
“di bere?”
“ah “beve”! ho capito “bene!”. nono non bevo!”
“assume sostanze stupefacenti?”
“no no no. questo no!” (ho avuto la sensazione che non mi credesse)
“… si ricordi di togliersi un’unghia il giorno dell’operazione”
“come un’unghia?!”
“sì, lo smalto”
“ah, lo smalto, ok!”
“Ci vediamo il 3”

Allora chiamo la segreteria studenti e cerco di risolvere il problema “calendario”…

“Sì buongiorno, sono una laureanda […] e quindi vorrei sapere quando escono i calendari e se esiste un modo di capitare a fine sessione”
“Non ho capito lei vuole sapere quando escono i calendari?”
“sì, e se esiste un modo di capitare a fine sessione ”
“vuole sapere quando escono i calendari?”
“sì, intanto mi dica questo e po parliamo del resto”
“usciranno i primi di aprile”
“bene, dato che i primi di aprile mi opero, devo essere certa di capitare a fine sessione, come posso fare?”
“ma stia tranquilla, la sessione è lunga e gli studenti sono un migliaio, mica vorrà capitare proprio lei i primi giorni?non si fasci la testa, stia tranquilla”
“ma come tranquilla? per 15 giorni perderò ogni facoltà oratoria, come posso sostenere una discussione di venti minuti, se ne rende conto?”
“ma mica vorrà capitare proprio lei i primi giorni?non si fasci la testa, stia tranquilla”
“dato che io sono abbonata a queste forme di contrattempi, preferisco fasciarmi la testa prima del dovuto. io voglio risolvere il problema prima che si crei, capisce?”
“allora usciti i calendari verrà qui e compilerà un modulo che…”
“ma come posso girare per uffici se neanche potrò parlare?ma si rende conto? potrei avere i punti in gola, e lei mi manda in giro per treni, uffici e professori?”
“ma non capiterà i primi giorni…”
“mi dica come fare.”
“venga qui domattina alle 10, ritiri il modulo, lo faccia firmare al relatore e lo riporti entro le 12”
“grazie, arrivederci”

E così il 2 pomeriggio uscirono i calendari. 24 maggio, ore 14, Martina Useli.

E così il 2 notte non ho dormito e il 3 mattina, io e la mia mamma -che date le ultime esperienze non mi lascia più sola in mano dei medici- eravamo in ospedale.

La tonsillectomia
Ebbene, mi hanno costretta a prendere il valium prima di entrare in sala, così in attesa dell’operazione, data la corsa per finire in tempo il progetto, data l’insonnia, dato lo stress, mi sono addormentata.
Poi la flebo, l’anestesia e buonanotte al secchio.

Ebbene. Com’è il post’operatorio?

Il dolore è sopportabile, peccato per la febbre, il catarro e l’acqua e il cibo che salgono nel naso invece di scendere nella gola.
Qui un’immagine che testimonia la grande sofferenza
Tonsillectomia

Cosa ho scoperto?
§Il valium ha un pessimo sapore
§Se dormi davanti alla sala operatoria , chiunque passi ti sveglia per sapere se stai male.
§Le tonsille palatine non sono le uniche tonsille del corpo (e tuttora mi domando dove siano le altre)
§L’ugola è un muscolo
§Il dolore della tonsillectomia è come quello della tonsillite
§In gola si forma una patina bianca: la fibrina. Serve a cicatrizzare.
§La fibrina reagisce con la cocacola come fosse una mentos: brutta esperienza!
§La Cocacola aiuta a sputare il catarro. Fa schifo, ma vi assicuro che è una scoperta pazzesca.
§Entro già nella taglia 42.

Riassumendo, dove sta la figata?
Grazie a tutto sto casino sono capitata a fine sessione, e il 24 maggio riuscirò a laurearmi…

salvo contrattempi!

ps. Pubblico senza rileggere: sono malata e ho tutti i diritti di sto mondo!

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21122012 Il mondo non finirà, purtroppo…

Tralasciando il fatto che non doveva essere assolutamente comodo avere un calendario così lungo (provate voi ad appendervi dietro la porta della cucina un calendario di 5000 anni); e tralasciando poi anche la dubbia utilità di un calendario così lungo, visto che la vita media di un Maya probabilmente non raggiungeva i 50 anni… vorrei comunque analizzare la loro teoria.

calendario Maya

pensavo giusto di appendermi in cameretta un calendario Maya propositivo

No, non quella apocalittica, quella del cambio di era.

Dunque, presupponendo che i Maya in qualche modo ci avessero preso nella conclusione dell’era, andiamo a vedere quando è iniziata.

11/08/3114 a.c.

La maestra Sara non era proprio proprio bravissima ad insegnare, probabilmente perché eravamo la sua prima classe. Ricordo una ragazza mora, con le unghie lunghe, vestita anni ’90. Aveva sempre il rossetto tra i denti. Sembrava un po’ la Tata Francesca.

Devo dire però che qualcosa mi è rimasto delle sue lezioni di storia:

  • I Sumeri con il Tigri, l’Eufrate e la scrittura cuneiforme;
  • L’ Abbazia di Montecassino e la sua sfiga perenne;
  • Martin Lutero e la rivoluzione religiosa (e la parolaccia che mi è scivolata durante quell’ora di storia)

Dei tre punti, anche se potrei parlare per ore ed ore della ricostruzione di un monastero e del fatto che la maestra Sara mi aveva fatto disegnare tutte le volte che era stato distrutto e ricostruito (approfondimenti: http://it.wikipedia.org/wiki/Montecassino#Storia )…

Dei tre, dicevo, ovviamente ci interessano i Sumeri, che si piazzano tra il 4000 e il 1500 ac (un sacco di tempo!).

Che io sappia e che io ricordi la scrittura ha trovato la sua diffusione proprio con i Sumeri: le famosissime incisioni cuneiformi del 3500 ac (più di 5500 anni fa). A dirla tutta poi si è scoperto che le prime forme di comunicazione scritta prive di immagini (quindi, cari cavernicoli, per voi non c’è posto) risalgono al 4000 ac, ma noi faremo finta di non saperlo perché tanto sono ancora ipotesi.

evoluzione digitaleDunque, intorno al 3500 abbiamo il decisivo abbandono della trasmissione della cultura e del commercio per immagini. D’ora in poi si adotterà la forma scritta, il secondo elemento, dopo la forma orale, fondamentale per la crescita culturale dell’uomo. Ovvero la forma di comunicazione che ci ha portato ad essere quello che siamo (anche in senso dispregiativo).
Abbiamo pure il primo media, se vogliamo, l’argilla.

 

Ora andiamo a vedere la fine di questa benedetta era:

21/12/2012 dc

Sì, oggi.
Cos’è successo alla trasmissione della cultura?

La scrittura è andata via via sviluppandosi, accompagnata da tutte le altre scienze e arti.
Dall’argilla e dal papiro (c’erano anche i Faraoni insieme ai Sumeri) siamo passati alla pergamena, poi ai codici,  ai libri a stampa, fino all’era digitale.
Ecco la svolta: la nostra trasmissione di dati ora è quasi definitivamente digitale. Tant’è che proprio nel 2012 c’è stata la maggior distribuzione di ebook e device annessi e connessi.

Ora la scrittura non posa più su elementi tangibili, ed ergonomici, ma su dischi fissi.
Non scriviamo più, digitiamo; e anche il modo di leggere è cambiato (parlo della lettura in video ovviamente).

L’inizio di una nuova era?
Il 2012 come l’inizio dell’era digitale?

Era Digitale

Era Digitale

No, l’era digitale è iniziata da mo’.
Magari però possiamo riconoscere che negli ultimi anni si è letteralmente imposta, sostituendo sia scartoffie burocratiche che romanzi.

Una nuova forma di comunicazione, digitale, che ci porterà ad essere come saremo (anche in senso dispregiativo… )

 

Conclusioni

Detto ciò, siamo tutti consapevoli del fatto che i Maya non ne sapevano nulla di tutta sta menata sulla scrittura, e probabilmente non avevano mai visto un Sumero in vita.
Men che meno possiamo arrovellarci dopo 5500 anni sul loro calendario, o meglio, lo possiamo anche fare, ma magari seguendo scopi archeologici, e non apocalittici.

Oh, è proprio un’americanata sta cosa della fine del mondo!

MA COMUNQUE dovesse arrivare davvero un’asteroide, come ho sognato questa notte, potete anche stare tranquilli: prenderebbe Montecassino.