Questioni di lavoro e responsività.

Loro volevano la botte piena e la moglie ubriaca;

così ho sbattuto la botte in testa alla moglie, sperando che sembrasse ubriaca… almeno per un po’.

 

Botte piena e moglie ubriaca

MURAKAMI, Nel segno della pecora, Einaudi Super ET. € 12,00

Murakami, Nel segno della pecora

una pecora a NY

Cmq alla fine non ho letto il libro perché il signore del sedile accanto, quando viaggia in treno fa sempre ritardo! Lui tornava da un viaggio in America. Ha visitato la costa orientale e in Louisiana faceva così caldo che si infilava nei negozi per respirare. NY gli é piaciuta proprio tanto. Tutto é grande, ci sono molti italiani e ha passato 8 ore al Metropolitan. Aveva l’albergo al 35° piano e ha camminato davvero molto, faceva anche 30km al giorno, e non ha più l’età per queste cose. Ma chi viaggia vive due volte, dice. Vero. É stato anche in Turchia, 24 anni fa, ha visto la Cappadocia e si é innamorato delle rocce di Pamuk. Si mangia bene in Turchia. Vero. E in America il cibo fa schifo, non si trovano verdure neanche per sbaglio. Per fortuna che a Little Italy ci sono i ristoranti italiani, ma é meglio avvisarli che si vuole la pasta all’italiana, sennò quelli ti portano tutto scotto. Perchè lì la pasta la mangiano così. Tantissimi anni fa é stato dall’altra parte, verso san Francisco, che é un posto più adatto ai giovani: in quella costa c’è molta vita notturna, anche se lui non capisce perché i giovani ora vanno a ballare a mezzanotte e poi dormono tutta la domenica. Quando era giovane lui si andava la sera, a mezzanotte tutti a casa e il giorno dopo si poteva uscire e andare al lago con gli amici e la ragazza, e si rideva e non si buttava via una giornata.
“Ci sono ancora i gruppi di amici?”
“sì”
“anche se avete facebook e quei telefoni lì

?”
“sì”
“e ridete?”
“sì, si ride ancora tra amici”.

 

Ma “è finita l’era di Steve Jobs”?

Può essere.

Il secondo logo di Apple

Il secondo logo di Apple

Anche perchè, essendo passato a miglior vita “ormai da mò”,da parte di Apple potrebbe risultare un po’ complesso perpetrarla.

L’uscita dei nuovi iPhone 5c ha dato scalpore: “i cellulari colorati! OMG!”.
In sostanza le lamentele raccolte riguardano la scarsa innovazione tecnologica, nonostante la presentazione in pompa magna, l’idea dei colori fluo… e basta. Ma così poco è stato sufficiente per scatenare il malcontento nei veri Mac-isti.

…e poi arrivò l’utente medio (io) che disse

 “uuuuh gli smartphone colorati!! figoooo!!! lo vorrei verde mela con la cover giallo banana… o magari rosso! bello rosso!! rosso e nero poi sembra una coccinella! cariiinooooo”

Puntualizzando il fatto che il 5c non ha pretese da top di gamma, come le avrebbe iPhone 5s, cerchiamo un po’ di capire le mosse di Apple.

Insomma, iPhone 5c è proprio fuori dalla filosofia aziendale?

Un po’ di storia:
In princium erat MACINTOSH bianco – o giù di lì-. A fine anni ’90, in coincidenza con la diffusione dei computer nelle nostre case, sono spuntati i famosi IMAC trasparenti super colorati.. verde, azzurro..
L’anno seccessivo, 1999, usciva il primo ibook con airport, che a dirla tutta, sembrava sbucare dal cesto della Clementoni.
Poi venne l’Ipod, bianco, e proprio quando gli mp3 si sono diffusi abbastanza (circa 12 anni fa) ecco farsi avanti i famosi ipod-mini super colorati…

-una nota d’affetto per il mio ipod mini, affogato a san Marco –

Infine è nato iphone, bianco (o bianco e nero, non ricordo).

…Ora mi verrebbe da pensare che data la diffusione raggiunta dagli smartphone, la scelta della case colorata è solo una questione di filosofia aziendale.

iPhone 5c Largo al colore

iPhone 5c Largo al colore

IN SOSTANZA IO LA VEDO COSì:
Esce un nuovo prodotto, è il top di gamma, è bianco o nero, è il migliore. Il prodotto si diffonde, e nascono i top di gamma degli altri marchi. Che fare? dare quella nota in più, il colore, che un po’ alla Warhol, lo rende più POP… popular!

(La mela stessa un tempo, per volontà di Jobs, era a strisce colorate per renderla più vicina al consumatore)

Poi direi che il design del prodotto apple, a mio avviso, ha sempre trasmesso il messaggio del gioco – al contrario dei prodotti sony – ad esempio – che “se la tirano”.

In coclusione?
Secondo me, in una società dominata dagli hipster, è stata una bella mossa fare i telefoni colorati.

Turkish democracy expects your help

manifestanti sul Bosforo

Più di 40 mila di manifestanti marciano sul ponte del Bosforo protestando contro la demolizione del Gezi Parki, una delle poche aree verdi rimaste in città.

Dopo una serie di dimostrazioni pacifiche, atte a preservare un’area cruciale del centro di Istanbul destinata alla demolizione in vista di futuro un centro-commerciale, la polizia turca ha attaccato fisicamente i manifestanti con fumogeni e idranti, mirando ad altezza uomo. Dozzine di dimostranti sono stati ricoverate in ospedale, mentre l’accesso all’area interessata è stata chiusa senza alcuna base legale.
I media, direttamente controllati dal governo o comunque legati ad esso per interessi economici o politici, rifiutano di parlare dell’incidente, così come le agenzie stampa.

È bene pertanto diffondere questa notizia al mondo, affichè tutti siano consci dello stato oppressivo militarizzato creato dal primo ministro turco Recep Tayyip Erdoğan, appartenente al partito AKP, considerato un modello per gli altri stati mediorientali.

 

Le immagini degli socontri

Alcune immagini degli scontri

After a series of peaceful demonstrations for preserving a recreational area in Istanbul city center which is planned to demolished for the construction of a shopping mall, Turkish police attacked the protesters violently with tear gas and water cannon, directly targeting their faces and bodies. Dozens of protesters are hospitalized and access to the park is blocked without any legal basis. Turkish media, directly controlled by the government or have business and political ties with it, refuse to cover the incidents. Press agencies also blocked the information flow.
Please share this message for the world to become aware of the police state created by AKP of Recep Tayyip Erdoğan, which is often considered to be a model for other Middle Eastern countries.

Tonsillectomia: che figata!

Riprendendo il primo articolo del Blog, Choosy vitae, è interessante andare nello specifico della tesi.

Fino alla mattina del 17 dicembre ero convinta di aver finito gli esami e di poter procedere con la tesi. Il 17 sera mi accorgo che mi manca un’integrazione di Storia della Lingua:
-“lei a Firenze ha sostenuto un esame da 6cfu, e nel piano esiste solo l’esame da 9, quindi lei dovrebbe sostenere un’integrazione da 3. Però non esistono esami da 3, quindi sosterrà un altro esame da 6, e perderà 3 di questi crediti. compri tale e tal’altro libro”
-“ma sono 600 pagine per un’integrazione da 3 cfu!”
-“Però non esistono esami da 3, quindi sosterrà un altro esame da 6, e perderà 3 di questi crediti.”

Ebbene, dal 18 dicembre al 9 gennaio i giorni sono 16, e considerando 1 giorno per recuperare i libri, natale, santo stefano, capodanno, si precipita a 14.
“E ricorda che il 31 dicembre scade il termine per presentare la domanda di laurea online!”

Ecco farsi avanti la TONSILLITE I, è il 18 dicembre 2012. febbre a 38° e tonsilloni.
Allora compro i libri online, litigo per telefono con ibs perchè pare che il libretto da 200pp sia finito chissaddove, e passato santo stefano e la tonsillite, arriva il tomo da 400.
“Intanto inizio, l’altro arriverà”
Procedo con un ritmo di 60 pagine al giorno.
Pago la tassa.
Dopo capodanno il ritmo sale a 100 al giorno, non c’è tempo!
Il 5 gennaio, dopo svariate liti con ibs, giunge il secondo libro: studiato in un giorno, che il resto mi serviva per ripetere.

Per la misteriosa legge dello studente: (pagine/giorni)/caz=voto , dove “caz” è la variabile inversamente proporzionale alla capacità di sparare cazzate (da 0 a 10… con 20 fai scena muta anche se hai studiato); ne sono uscita con un delizioso 28, e un assistente che si appuntava il titolo del mio ultimo romanzo letto.

Per una misteriosa magia burocratica, in sede d’esame la docente deve aver sbagliato a registrare il voto, e così il 24 di Firenze viene sostituito dal 28 di Milano, il tutto mentre ricomparivano periodicamente le placche,
“vabbeh, ma senza febbre non danno noia”.

10 gennaio: Si inizia con la tesi!
Il centro archivi decide di non rispondere alle mie mail. Senza prenotare un appuntamento non posso vedere le loro carte. E senza vedere le loro carte non posso iniziare il lavoro.

Gira e rigira, minaccia, impreca e implora, il 24 gennaio riesco ad ottenere un altro argomento. Il lavoro non sembra immenso perchè tanto i contenuti ci sono
“… io devo solo fare il sito. Riuscirò a laurearmi per aprile!”
Il giorno 29 gennaio ecco comparire TONSILLITE II: Febbre a 39°, e tonsille clinicamente da “schifo”.
Il sito procede, ma parte dei contenuti si sono rivelati cartacei… da copiare insomma!
E il tempo passa, e il 20 febbraio arriva con furore la Tonssilite III. Febbre a 39.2° e tonsille nuovamente da schifo.
I tempi si fanno brevi, la febbre passa ma la placca resta.
Così decido di andare dall’otorino
“le consiglio di operarsi il prima possibile, è cronica”
“ma mi devo laureare e il 28 maggio ho lo spettacolo…”
“io le consiglio di operarsi, potrebbe anche avere la tonsillite in sede di discussione”

Mi consulto con mia madre che mi raccomanda di lasciar perdere l’operazione e di pensare alla laurea. Quindi chiamo l’ospedale e fisso l’operazione per il 20 marzo.
Che culo! Hanno posto subito!
Il 15 il prericovero, il 18 l’appuntamento con l’anestesista.
Il 17 mi chiamano per comunicarmi che l’operazione verrà spostata al 3 aprile.
“Ma la sessione inizia il 15!”
“abbiamo un tumore urgente”
“Allora non controbatto. Va bene, domani chiamo in segreteria e cerco una soluzione.”

Correva il 18 marzo e TONSILLITE IV si faceva avanti– febbre a 37.5 e rossore diffuso. Le placche non se n’erano mai andate.

“lei è…?”
“martina useli”
“nata a…”
“venezia”
“anni?”
“…”
“anni?”
“oddio aspetti, quanti anni ho? 26? sìsì 26. VENTISEI!… porti pazienza, ho la febbre”
“con la febbre non la operiamo mica sa!”
“ma io ho la tonsillite cronica. Cioè ho episodi di febbre ogni due settimane, se non mi operate non mi passa!”
“con la febbre non la operiamo”
“e io mi prendo una tachipirina di nascosto!”
“fuma?”
“no”
“beve?”
“…sa, ho smesso da 3 anni ormai”
“di bere?”
“ah “beve”! ho capito “bene!”. nono non bevo!”
“assume sostanze stupefacenti?”
“no no no. questo no!” (ho avuto la sensazione che non mi credesse)
“… si ricordi di togliersi un’unghia il giorno dell’operazione”
“come un’unghia?!”
“sì, lo smalto”
“ah, lo smalto, ok!”
“Ci vediamo il 3”

Allora chiamo la segreteria studenti e cerco di risolvere il problema “calendario”…

“Sì buongiorno, sono una laureanda […] e quindi vorrei sapere quando escono i calendari e se esiste un modo di capitare a fine sessione”
“Non ho capito lei vuole sapere quando escono i calendari?”
“sì, e se esiste un modo di capitare a fine sessione ”
“vuole sapere quando escono i calendari?”
“sì, intanto mi dica questo e po parliamo del resto”
“usciranno i primi di aprile”
“bene, dato che i primi di aprile mi opero, devo essere certa di capitare a fine sessione, come posso fare?”
“ma stia tranquilla, la sessione è lunga e gli studenti sono un migliaio, mica vorrà capitare proprio lei i primi giorni?non si fasci la testa, stia tranquilla”
“ma come tranquilla? per 15 giorni perderò ogni facoltà oratoria, come posso sostenere una discussione di venti minuti, se ne rende conto?”
“ma mica vorrà capitare proprio lei i primi giorni?non si fasci la testa, stia tranquilla”
“dato che io sono abbonata a queste forme di contrattempi, preferisco fasciarmi la testa prima del dovuto. io voglio risolvere il problema prima che si crei, capisce?”
“allora usciti i calendari verrà qui e compilerà un modulo che…”
“ma come posso girare per uffici se neanche potrò parlare?ma si rende conto? potrei avere i punti in gola, e lei mi manda in giro per treni, uffici e professori?”
“ma non capiterà i primi giorni…”
“mi dica come fare.”
“venga qui domattina alle 10, ritiri il modulo, lo faccia firmare al relatore e lo riporti entro le 12”
“grazie, arrivederci”

E così il 2 pomeriggio uscirono i calendari. 24 maggio, ore 14, Martina Useli.

E così il 2 notte non ho dormito e il 3 mattina, io e la mia mamma -che date le ultime esperienze non mi lascia più sola in mano dei medici- eravamo in ospedale.

La tonsillectomia
Ebbene, mi hanno costretta a prendere il valium prima di entrare in sala, così in attesa dell’operazione, data la corsa per finire in tempo il progetto, data l’insonnia, dato lo stress, mi sono addormentata.
Poi la flebo, l’anestesia e buonanotte al secchio.

Ebbene. Com’è il post’operatorio?

Il dolore è sopportabile, peccato per la febbre, il catarro e l’acqua e il cibo che salgono nel naso invece di scendere nella gola.
Qui un’immagine che testimonia la grande sofferenza
Tonsillectomia

Cosa ho scoperto?
§Il valium ha un pessimo sapore
§Se dormi davanti alla sala operatoria , chiunque passi ti sveglia per sapere se stai male.
§Le tonsille palatine non sono le uniche tonsille del corpo (e tuttora mi domando dove siano le altre)
§L’ugola è un muscolo
§Il dolore della tonsillectomia è come quello della tonsillite
§In gola si forma una patina bianca: la fibrina. Serve a cicatrizzare.
§La fibrina reagisce con la cocacola come fosse una mentos: brutta esperienza!
§La Cocacola aiuta a sputare il catarro. Fa schifo, ma vi assicuro che è una scoperta pazzesca.
§Entro già nella taglia 42.

Riassumendo, dove sta la figata?
Grazie a tutto sto casino sono capitata a fine sessione, e il 24 maggio riuscirò a laurearmi…

salvo contrattempi!

ps. Pubblico senza rileggere: sono malata e ho tutti i diritti di sto mondo!

Caro Travaglio,

non ti seguivo, non ho mai letto un tuo libro e non ho mai visto uno spettacolo. Non ho mai comprato il Fatto Quotidiano e ho sempre ignorato il tuo blog.

Non è cattiveria, è solo colpa del male comune: la delusione.

Si urla e si sbraita contro le ingiustizie, nell’adolescenza e poi saturi, ci si lascia cullare dall’andirivieni di governi e riforme, e dalla noia ci si assopisce.
D’altronde sappiamo che il moto perpetuo non esiste, se non nel vuoto.

Quindi i casi sono due: o siamo governati dal vuoto – e date le menti di alcuni esimi non è poi così impossibile – ; o c’è una forza che sospinge i moti politici. Magari una mano.

E così arriva il 2011 e la caduta dei governi. Una cosa buona l’ha fatta Monti, ha ridato la speranza.

Poi ovviamente il Professor Monti ha pensato bene di usare le nostre speranze per prenderci a pesci in faccia, dimostrandosi tutt’altro che il deus ex machina tanto acclamato. Ma ormai il danno era fatto, aveva ridestato l’interesse per la Cosa Pubblica in molti che come me si erano assopiti in questo dolce moto. E così anche io mi stiracchio un po’ e accosto l’orecchio a Crozza e a Travaglio, continuando ad evitare come la peste la televisione, soprattutto dopo aver letto Loporcaro.

E chissà, forse è stata proprio la delusione Montiana a scaturire il grande successo di Grillo: un uomo su un palco che grida ciò che tutti vorremmo dire. “Fanculi” compresi.
Sembrerebbe un vero portavoce. Dico “sembrerebbe” perchè ormai tutto ciò che ho acquisito nel sonno della ragione non può che portarmi diffidenza.

E poi arrivano Grasso e la Boldrini; e anche loro dicono ciò che gli italiani pensano di voler sentire: tagli alla politica, impegni seri per risollevare l’Italia… profumano di pulito.

Si sa, in primavera un po’ tutti si innamorano, sarà per questo che le elezioni non si fanno mai in novembre, quando tutti sono incazzati e un po’ depressi per la mancanza di sole. Per un attimo anche io mi sono innamorata, di nuovo ho sospirato speranzosa.

E poi arriva il Giovedì e accendo la televisione per guardare il Servizio Pubblico. E sento te e sento la telefonata di Grasso.
La sensazione che ho provato non era nuova. Ricordo la mia vicina di banco: un mattina accostandosi al mio orecchio, mi aveva comunicato che il mio ragazzo di allora usciva sempre con un’altra. Pare non ci avesse fatto nulla, ma era uscito con lei più volte, raccontandomi bugie perchè non lo sapessi.
Io, impossibilitata ad ogni reazione, ero rimasta imbambolata e fissavo la Professoressa incorniciata dalla lavagna.

Ebbene, sapere che anche Grasso è un po’come il mio ex ragazzo, e che quest’Altra è sempre la sessa mano, quella che sospinge dolcemente il governo italiano, mi ha lasciata allo stesso modo basita.
E fissavo Santoro incorniciato dalla televisione.

Nessuna speranza.

Sembra che quelle poltrone siano maledette: non ci si può accostare senza aver compiuto le giuste strette di mano.
E chi ci garantisce che i grillini non si lasceranno andare ad un giovanile batticinque?

E quindi perchè questa lettera a te?

Perchè non ho mai avuto occasione di ringraziare la mia compagna di banco per avermi aperto gli occhi.

Perchè voglio dirti che in fondo mi fido di ciò che dici e anche se userai la nostra fiducia per prenderci a pesci in faccia, non serberò rancore, diventerai solo un altro che si comporta come molti.

Perchè parlando di ciò che non va detto, mantieni viva la speranza che qualcosa possa cambiare.

Certo, ad alcuni risulti pedante, ma se non si permane nell’accusa chiedendo giustizia, che senso ha iniziarla?
Tanto vale andarsene a dormire, lasciandosi dolcemente cullare dalla mano che affama.

Martina

Bella l’Italia

…E Belli anche gli italiani aggiungerei!

Oggi mi sento molto positiva in fondo. La neve ha preso a sciogliersi sotto un bel sole che profuma di primavera, il mio cane si gusta il suo gigantesco osso sul tappeto, le elezioni sono finite e io sto guarendo dalla tonsillite che non mi ha permesso di votare.

Fin da piccola ogni mia malattia ha avuto un lato psicosomatico; non si è mai capito se mi ammalassi perchè non volevo fare una cosa, o se non volessi fare una cosa perchè stavo già male.
So che ha sempre funzionato così:

-“Mamma, non voglio fare la verifica di geografia… mi vorrei ammalare!”
-“NOOOOOOO, non ti ammalare!!!”

…il giorno prima della verifica…

“Mamma mi senti la fronte? ho freddo…”

…Ebbene, questa volta non volevo andare a votare: il viaggio interminabile sotto la neve, la scelta, il ritorno della speranza sotto altrettanta neve… E la scelta ancora!

Quale partito votare se non ci si sente rappresentati da nessuno?

Meglio la febbre a 39.

Ma facciamo il punto della situazione: perchè mi sento positiva?

  1. Hanno vinto tutti!
    È fantastico, l’Italia è l’unico paese in cui tutti vincono le elezioni.
    -Ho sentito che anche Monti dice di aver vinto-.
  2. Da una forma di governo bipolare, siamo passati ad una schizofrenia strutturata.
    Trovo questo fatto sia divertente che promettente. Le menti stanno cambiando: se nessuno si fosse cacato Grillo sarei stata più delusa dai beneamati italiani.

  3. Sono contenta perchè 18 milioni di italiani non hanno votato Berlusconi.
    E che la lega abbia perso quasi tutti gli elettori.
    Dai, su, che cresciamo un po’ tutti!
  4. Ma soprattutto: il “sì” e il “no” sono due possibilità.
    Personalmente ho sempre pensato che il problema italiano fosse proprio il governo spaccato a metà, l’uno che cerca di contrastare ciecamente l’altro.
    Oggi alla camera abbiamo il PD, il PDL e un totale di circa 70 seggi a Monti e Grillo, che a questo punto potrebbero fare da ago della bilancia.
  5. Forse (qualora la sinistra resistesse per più di 48 ore con quella coalizione) le cose potrebbero cambiare veramente. Un po’ ci voglio credere.
    A dirla tutta in questi ultimi giorni mi sento fiduciosa sulle potenzialità dell’ago-Grillo. Li vedo più vicini al popolo…
    Beh, li vedo… sono loro che puntano proprio alla vicinanza con il popolo.

Ho cercato di immaginare l’elettore: cosa avranno pensato 10 milioni di elettori, tutti soli, all’ombra del vecchio seggio?

….
(mi piacerebbe sapere!!!)
E allora fammi male, fammi male, fammi male
tanto male,
e fammi male, fammi male, fammi male
tanto male,
Poropoppoporopoppoporopoppopo

Mi metto a studiare va’, che se le cose un giorno cambieranno veramente, di certo non il questa legislatura, magari un lavoro lo troverò.

Annunciano con dolore la sua scomparsa il compagno Condizionale e gli amici di sempre Infinito e Gerundio. – CONGIUNTIVO MODO anni n.c. – Si ringrazia Imperativo per l’organizzazione della cerimonia e Participio, per essere venuto.

Carissimo mio amato,

da quando te ne sei andato il mondo ha smesso di sperare.

Ho visto la tua fine. Ti ho osservato impotente mentre ti sgretolavi, a poco a poco, sotto il peso delle certezze contemporanee.
Se solo tu eri ancora qui… Ah, vedi come non ha più senso la mia vita senza te?

Da un po’ di tempo quello sfrontato di Indicativo mi ha chiesto di diventare il suo compagno di vita: dice che ha grandi progetti per noi, dice che sogneremo insieme; ma io sento che senza te non ho la forza di andare avanti.
È come se la tua scomparsa mi… HA?  AVEVA? (Crusca come mi manchi!!) spezzato le ali, come posso continuare a vivere senza te accanto?

Ci ho provato sai, lo sa il Presidente della Crusca se ci ho provato. Ma non c’è più conseguenza logica tra  gli eventi, non esagero quando dico che il mondo non ha più senso.

Gli Italiani hanno smesso di sognare, di sperare, di scherzare. Tutto ciò che era speranza vive ora nella rassegnazione dell’Imperfetto Indicativo. Che era.. è un segno di malessere sociale? (“che SIA un segno di malessere sociale?” SIA SIA SIA, mi manchi Congiuntivo, mi manchi!”)

Ricordi la nonna con le ruote? Quella che poi diventa cariola?
Bene. È morta. L’ha uccisa l’indicativo, quello imperfetto.
“Se mia nonna aveva le ruote, era una cariola” dicono…
Povera nonna. Che la Crusca ce l’…ha in gloria.

Penso che la farò finita prima che l’indicativo decide di fare fuori anche me.

Non ti nascondo che anche Avere zoppica un po’, si dice che la vip muta della terza persona si fa vedere sempre meno. E anche Apostrofo ha i suoi problemi, per ora va di moda Accento, così nessuno se lo fila più.

Immagino che non avrai capito niente di tutto ciò, ma se tu non eri morto questa lettera -e questa frase- aveva più senso.

Tu, l’unico che congiungeva il reale all’ipotesi, mi hai lasciato solo. Senza te non ho più motivo di esistere.

Tuo per sempre

Tempo Condizionale.

21122012 Il mondo non finirà, purtroppo…

Tralasciando il fatto che non doveva essere assolutamente comodo avere un calendario così lungo (provate voi ad appendervi dietro la porta della cucina un calendario di 5000 anni); e tralasciando poi anche la dubbia utilità di un calendario così lungo, visto che la vita media di un Maya probabilmente non raggiungeva i 50 anni… vorrei comunque analizzare la loro teoria.

calendario Maya

pensavo giusto di appendermi in cameretta un calendario Maya propositivo

No, non quella apocalittica, quella del cambio di era.

Dunque, presupponendo che i Maya in qualche modo ci avessero preso nella conclusione dell’era, andiamo a vedere quando è iniziata.

11/08/3114 a.c.

La maestra Sara non era proprio proprio bravissima ad insegnare, probabilmente perché eravamo la sua prima classe. Ricordo una ragazza mora, con le unghie lunghe, vestita anni ’90. Aveva sempre il rossetto tra i denti. Sembrava un po’ la Tata Francesca.

Devo dire però che qualcosa mi è rimasto delle sue lezioni di storia:

  • I Sumeri con il Tigri, l’Eufrate e la scrittura cuneiforme;
  • L’ Abbazia di Montecassino e la sua sfiga perenne;
  • Martin Lutero e la rivoluzione religiosa (e la parolaccia che mi è scivolata durante quell’ora di storia)

Dei tre punti, anche se potrei parlare per ore ed ore della ricostruzione di un monastero e del fatto che la maestra Sara mi aveva fatto disegnare tutte le volte che era stato distrutto e ricostruito (approfondimenti: http://it.wikipedia.org/wiki/Montecassino#Storia )…

Dei tre, dicevo, ovviamente ci interessano i Sumeri, che si piazzano tra il 4000 e il 1500 ac (un sacco di tempo!).

Che io sappia e che io ricordi la scrittura ha trovato la sua diffusione proprio con i Sumeri: le famosissime incisioni cuneiformi del 3500 ac (più di 5500 anni fa). A dirla tutta poi si è scoperto che le prime forme di comunicazione scritta prive di immagini (quindi, cari cavernicoli, per voi non c’è posto) risalgono al 4000 ac, ma noi faremo finta di non saperlo perché tanto sono ancora ipotesi.

evoluzione digitaleDunque, intorno al 3500 abbiamo il decisivo abbandono della trasmissione della cultura e del commercio per immagini. D’ora in poi si adotterà la forma scritta, il secondo elemento, dopo la forma orale, fondamentale per la crescita culturale dell’uomo. Ovvero la forma di comunicazione che ci ha portato ad essere quello che siamo (anche in senso dispregiativo).
Abbiamo pure il primo media, se vogliamo, l’argilla.

 

Ora andiamo a vedere la fine di questa benedetta era:

21/12/2012 dc

Sì, oggi.
Cos’è successo alla trasmissione della cultura?

La scrittura è andata via via sviluppandosi, accompagnata da tutte le altre scienze e arti.
Dall’argilla e dal papiro (c’erano anche i Faraoni insieme ai Sumeri) siamo passati alla pergamena, poi ai codici,  ai libri a stampa, fino all’era digitale.
Ecco la svolta: la nostra trasmissione di dati ora è quasi definitivamente digitale. Tant’è che proprio nel 2012 c’è stata la maggior distribuzione di ebook e device annessi e connessi.

Ora la scrittura non posa più su elementi tangibili, ed ergonomici, ma su dischi fissi.
Non scriviamo più, digitiamo; e anche il modo di leggere è cambiato (parlo della lettura in video ovviamente).

L’inizio di una nuova era?
Il 2012 come l’inizio dell’era digitale?

Era Digitale

Era Digitale

No, l’era digitale è iniziata da mo’.
Magari però possiamo riconoscere che negli ultimi anni si è letteralmente imposta, sostituendo sia scartoffie burocratiche che romanzi.

Una nuova forma di comunicazione, digitale, che ci porterà ad essere come saremo (anche in senso dispregiativo… )

 

Conclusioni

Detto ciò, siamo tutti consapevoli del fatto che i Maya non ne sapevano nulla di tutta sta menata sulla scrittura, e probabilmente non avevano mai visto un Sumero in vita.
Men che meno possiamo arrovellarci dopo 5500 anni sul loro calendario, o meglio, lo possiamo anche fare, ma magari seguendo scopi archeologici, e non apocalittici.

Oh, è proprio un’americanata sta cosa della fine del mondo!

MA COMUNQUE dovesse arrivare davvero un’asteroide, come ho sognato questa notte, potete anche stare tranquilli: prenderebbe Montecassino.