Principi grigi

Monumenti che impongono la propria immagine all’orizzonte.

Il profumo di una sigaretta non tua.

Il carburante annebbia i miei ricordi
e rende grigie le parole che fluttuano nella mia mente

Muri consunti dal tempo
si sgretolano al vento
umidi di pioggia
puzzano di antico
profumano di nostalgia
odorano di foto in bianco e nero.

Una vita in scala di grigi
un’invidiabile storia in scala di grigi,
priva di scelte obbligate.
esposti oscilliamo
e s’odono lontani i nostri lamenti
son come canne al vento.

Un signore seduto con le gambe a penzoloni pesca
e non ha paura di cadere.

Sbattuti qua e là
ancorati ai nostri princìpi
non ci lasciamo trascinare dal soffio degli eventi
che dolce ci cullerebbe portandoci
verso nuovi orizzonti

E resto qua
a dondolarmi tra i turbamenti
paralizzata in una smorfia
che poco ha di sorriso

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3 pensieri su “Principi grigi

  1. Come sempre le tue poesie sono bellissime, anzi eccezionali (come ho segnato nelle scelte in basso); manifestano un animo triste, nostalgico, malinconico che va decisamente a cozzare con una Martina solare, allegra, scattante. Poi tu me li spieghi i tuoi versi, che improvvisamente assumono un sapore quasi buffo e divertente. Ma non so…scrivimi una poesia sulle “maschere”

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